E' il lavoratore che denuncia o segnala attività illecite di cui sia venuto a conoscenza durante lo svolgimento della sua attività lavorativa all'interno di un'azienda pubblica o privata, che possono danneggiare i diversi stakeholder (clienti, dipendenti, collaboratori, azionisti), nonché la reputazione dell'azienda stessa. Letteralmente il termine Whistleblower significa "soffiatore di fischietto", richiamando alla mente l'immagine dell'arbitro o del poliziotto che segnala condotte illecite.

"Soffiatori" possono essere non solo i dipendenti, ma anche collaboratori e consulenti, titolari di incarichi negli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche, collaboratori di imprese fornitrici di beni e servizi che realizzano opere in favore della società, cioè quei soggetti che, avendo un ruolo all'interno dell'azienda, sono i primi a venire a conoscenza di eventuali pericoli e a poter segnalare in modo tempestivo, prima che sopraggiungano complicazioni.
 

Cosa denuncia?

Sprechi, danni ambientali, negligenza, minacce alla salute, frodi, violazioni di leggi, minacce all'interesse pubblico come casi di corruzione e concussione, nepotismo, irregolarità contabili, ecc... Svolge, quindi, un'importante funzione di interesse pubblico, che, tuttavia, rischia di non essere attuata per paura di ritorsioni, paura di non veder ascoltata la propria segnalazione, o addirittura, paura del licenziamento.
 

Quali sono le possibili ritorsioni?

• dequalificazione e assegnazione di compiti banali (fare fotocopie, rispondere al telefono...) o con scarsa autonomia decisionale;
• dotazione di attrezzature di scarsa qualità o obsolete, che rendono difficile e stressante portare a termine i propri compiti;
• limitazioni nel flusso di informazioni necessarie allo svolgimento dell'attività lavorativa;
• allontanamento dai colleghi e isolamento;
• mobbing