Whistleblowing: procedimento sanzionatorio dell'ANAC

12 Ottobre 2020

Nel precedente articolo abbiamo illustrato il procedimento di gestione delle segnalazioni di illeciti inviate direttamente all'ANAC.

Vedremo, in questo articolo, come l'Autorità eserciterà il suo potere sanzionatorio nel caso in cui vengano adottate misure discriminatorie nei confronti del segnalante, nel caso in cui venga accertato il mancato svolgimento da parte del RPCT di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute, e nel caso in cui venga accertata l'assenza di procedure per l'inoltro e la gestione delle segnalazioni (o, comunque, l'adozione di procedure non conformi a quelle richieste dalla normativa).

Ricordiamo che l'ANAC può esercitare il suo potere sanzionatorio d'ufficio (nell'ambito della sua attività di vigilanza), su comunicazione dell'interessato o su segnalazione inoltrata tramite la piattaforma informatica messa a disposizione sul sito dell'Autorità.

 

CASO 1 – adozione di misure discriminatorie nei confronti del segnalante

Acquisita la comunicazione, l'ufficio procederà ad accoglierla, ove contenga gli elementi essenziali (denominazione e recapiti dell’interessato, l’autore della presunta violazione, i fatti all’origine della comunicazione, i documenti a sostegno della comunicazione), oppure ad archiviarla nei seguenti casi:

a) assenza di elementi di fatto idonei a giustificare accertamenti;

b) manifesta insussistenza dei presupposti di legge per l’esercizio dei poteri sanzionatori dell’Autorità;

c) finalità palesemente emulativa;

d) accertato contenuto generico della comunicazione o tale da non consentire la comprensione dei fatti, ovvero comunicazione corredata da documentazione non appropriata o inconferente;

e) produzione di sola documentazione in assenza della comunicazione;

f) mancanza dei dati che costituiscono elementi essenziali della comunicazione;

g) intervento dell’Autorità non più attuale.

Laddove manchino alcune informazioni o siano necessari dei chiarimenti, l'Autorità potrà richiederli entro un termine non superiore a 30 giorni.

Entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione (o delle integrazioni eventualmente richieste), il dirigente, in qualità di responsabile del procedimento, procede alla comunicazione dell'avvio del procedimento, notificando al soggetto responsabile della violazione, al whistleblower e al soggetto che ha effettuato la segnalazione (se diverso dal whistleblower):

a) l’oggetto del procedimento;

b) la contestazione della violazione, con l’indicazione delle disposizioni violate e delle sanzioni comminabili all’esito del procedimento;

c) il termine non superiore a centottanta giorni per la conclusione del procedimento;

d) il responsabile del procedimento;

e) l’ufficio presso cui si può accedere agli atti;

f) la facoltà di presentare eventuali memorie, deduzioni scritte e documenti nonché la richiesta di audizione presso l’ufficio e il termine entro cui possono essere presentati (pari a 30 giorni dalla ricezione della contestazione dell'addebito – eventualmente prorogabile);

g) la casella di posta elettronica certificata, presso la quale effettuare le comunicazioni all’Autorità relative al procedimento sanzionatorio, e l’invito a comunicare l’indirizzo Pec, presso cui il soggetto responsabile intende ricevere le comunicazioni e le notificazioni relative al procedimento.

Durante la fase istruttoria, l'Autorità potrà chiedere ulteriori informazioni, chiarimenti atti e documenti ai soggetti cui è stato comunicato l'avvio del procedimento, avvalendosi dell’ufficio ispettivo dell’Autorità, della Guardia di finanza, dell’Ispettorato per la funzione pubblica del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

In virtù del principio di leale collaborazione tra pubblica amministrazione e privati, la produzione di documentazione inutilmente sovrabbondante, disordinata, inconferente o ingiustificatamente dilazionata, può costituire elemento di valutazione negativo del grado di cooperazione del soggetto responsabile con l’Autorità.

Al termine della fase istruttoria, l'ufficio potrà proporre al Consiglio dell'Autorità:

  • l'archiviazione del procedimento, nel caso in cui non ricorrano i presupposi di fatto o di diritto per l'irrogazione della sanzione;

  • la declaratoria di nullità delle misure ritorsive e l’irrogazione della sanzione amministrativa in capo al soggetto che ha commesso la violazione.

Qualora dall'istruttoria siano emersi elementi tali da configurare una diversa qualificazione giuridica dei fatti o dell’addebito rispetto a come individuato inizialmente, l'ufficio comunica gli elementi di novità e assegna un termine non superiore a 10 giorni per eventuali controdeduzioni.

A questo punto il Consiglio dell'Autorità può richiedere un supplemento di istruttoria, ove ritenga utile acquisire ulteriori informazioni o approfondire i fatti, può richiedere l'audizione delle parti per acquisire ogni elemento probatorio utile all'adozione del provvedimento, oppure può adottare il provvedimento finale.

Il provvedimento finale può consistere nell'archiviazione, nel caso in cui non ricorrano i presupposi di fatto o di diritto per l'irrogazione della sanzione, oppure nella declaratoria di nullità delle misure ritorsive e l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria in capo al soggetto che ha commesso la violazione, indicando l’ammontare della sanzione comminata, le modalità e il termine entro il quale deve avvenire il pagamento. Di tale provvedimento, viene informato anche il RPCT dell'amministrazione cui appartiene il soggetto responsabile.

 

CASO 2 – mancato svolgimento da parte del RPCT di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute

In questo caso, il procedimento sanzionatorio è avviato nei confronti del responsabile che ha omesso l’attività di verifica e analisi della segnalazione ricevuta, avendo riguardo della gravità e del numero degli illeciti segnalati al RPCT, dell’ampiezza dell’intervallo temporale della inerzia del RPCT e del suo comportamento complessivamente tenuto.

L’avvio del procedimento e il provvedimento conclusivo sono comunicati al responsabile e ai soggetti che hanno effettuato la segnalazione all’Autorità. Il procedimento sanzionatorio segue la stessa istruttoria prevista nel CASO 1, per le parti compatibili.

 

CASO 3 – assenza di procedure per l'inoltro e la gestione delle segnalazioni (o, comunque, l'adozione di procedure non conformi a quelle richieste dalla normativa)

Il procedimento sanzionatorio attivato in questo caso è un procedimento semplificato.

Ricordiamo, infatti, che avere un sistema che permetta di ricevere e gestire le segnalazioni e, al contempo, di garantire riservatezza al segnalante, è obbligatorio.

La comunicazione di avvio del procedimento viene inviata all’organo di indirizzo dell’amministrazione che ha adottato il PTPCT e nominato il RPCT, indicando i presupposti di fatto e le ragioni di diritto in relazione agli esiti delle attività svolte dall’Autorità che depongono per l’irrogazione della sanzione.

I soggetti destinatari della comunicazione hanno 10 giorni di tempo per presentare memorie scritte, documenti e deduzioni.

Il dirigente dell’ufficio competente, ha un termine di quarantacinque giorni, decorrenti dalla data di ricevimento delle deduzioni e dei documenti da parte dei soggetti cui è stata notificata la lettera di contestazione degli addebiti ovvero scaduto il termine per la loro presentazione, per trasmettere al Consiglio dell’Autorità la proposta di adozione del provvedimento conclusivo.

 

In tutti i casi finora analizzati, il provvedimento sanzionatorio viene pubblicato sul sito dell’Autorità, che può disporne la pubblicazione anche sul sito istituzionale dell’amministrazione o dell’ente.


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